In Spagna l'Opera prima de un regista italo-venezolano (Periódico La Voce di Italia)

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Si Chiama Antonio Savinelli, è un giovane cineasta italovenezolano. In Spagna sta presentando in questi giorni il suo primo cortometraggio: Come l’acqua. La storia narrata in chiave magica, tratta un argomento sui cui tutti riflettono costantemente: il tempo attraverso il succedersi delle generazioni. Il tema è affrontato partendo dallo sguardo di un bambino che pesca con suo padre, é questa l’immagine che il ragazoo fisca nella memoria prima di iniziare la propria vita indipendente. Il corometraggio é stato prodotto il mese pessato nella cittá di Xabia, finanziato da Eccoli Producciones con la collaborazione Della municipalitá di Xabia.

Savinelli, che risiede da tre anni a Valencia, é riuscito a fare del cinema, una passione, la propria professione di vita, lavora infatti come professore nella scuola Off di Valencia. Il suo precedente cortometraggio: Zumo de Naranja, é stato selezioneto nel piú recenten Festival Internacionale del Cinema di Donostia-San Sebastián e affronta la storia di un ragazzo che condivide l’apartamento con un drogato da “succo d’arancia”, nascono cosí una serie di situación inusuali.

 

Il próximo progetto é un film dal titolo “Tomates Maduros”, é stato presentato presso l’ufficio vendite del Festival del cinema di San Sebastián, uno spazio dove si incontrano i professionisti del cinema.

 

Il tragitto di Savinelli é tipico di molti italiani di seconda generazione. Riscorprono col tempo non tanto le radici italiane, ma quelle piú profonde europee, e partecipano a pleno titolo nella costruzione dell’identitá del vecchi continente, ed hanno il dono di unirlo all’America Latina, cioé l’altro occidente.

 

 


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